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Bruno Peinado
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Bruno Peinado

Effetti Contemporanei 2003

Chiesa del Luogo Pio: Piazza del Luogo Pio – Quartiere “La Venezia” – Livorno.

Con Bruno Peinado si avvia “Effetti Contemporanei”, evento culturale, ideato da REACT, che vuole essere l’ appuntamento fisso per l’arte contemporanea all’interno di “Effetto Venezia” la tradizionale festa d’estate livornese, polo d’attrazione per il turismo della zona, che si snoda tra il 26 luglio e il 3 agosto, attraverso una miriade di iniziative per grandi e per bambini, nel quartiere più antico della città, la Venezia, appunto, costruita su canali navigabili, con le sue cantine a filo d’acqua, i grandiosi palazzi settecenteschi, le chiostre suggestive.

‘Effetti Contemporanei’ presenta Bruno Peinado, artista francese (Montpellier 1970) ormai affermato a livello internazionale, con l’intervento ‘Good Stuff II’, in collaborazione con la Galleria Continua San Gimignano ‘Good Stuff II’ si ispira e rielabora un oggetto che gli americani Ray e Charles Eames avevano disegnato nel 1952: l’House of Cards, concepito come gioco per bambini, ma destinato ad un largo pubblico.
Il principio stesso del gioco veniva però tradito dalle fenditure sulle carte che facilitavano la costruzione del castello. Così, senza più bisogno di particolare pazienza o abilità, anche un bambino avrebbe potuto costruirne uno.

Bruno Peinado ingigantisce il suo mazzo di carte tagliate e con l’aiuto del pennello vi traccia un mondo al contrario, a partire da immagini trovate nel corso dei viaggi, che ci portiamo dietro, nostro malgrado: immagini non scelte, non volute, non pittoresche ma recuperate casualmente dalla vita quotidiana (biglietti di treno, di concerti, pubblicità).
Bruno disegna l’anti-pittoresco, l’anti-scelto, per offrirci la sua visione di un mondo scoppiato, esploso, deterritorializzato.
“La mia logica é quella della creolizzazione, dell’ibridazione, il mondo è una collisione di immagini. Ho il desiderio di rompere la purezza”.
“Questa visione del mondo che unisce il macro al nano, il referente culturale high al low, corrisponde completamente a quella che difendo nel mio lavoro”
E ancora: “Il mio lavoro é un modo di addomesticare il mondo, di appropriarmi di esso: cartografare una terra, é già un po’ impossessarsi di essa. Consiste anche nel ridisegnare gli archetipi della cultura occidentale, che non mi era obbligatoriamente destinata essendo un meticcio”.
Il visitatore è invitato ad immaginare liberamente il “proprio” castello di carte, scegliendo le immagini secondo una propria idea. Le carte sono incastrate le une nelle altre a comporre un’autentica casa-rifugio, altre sono accatastate contro il muro, a testimoniare un lavoro in corso.
Il visitatore avra’ modo di svolgere una prima parte di percorso leggendo l’opera all’interno della Chiesa del Luogo Pio, e poi osservando lo stesso Peinado fuori, al lavoro, in un workshop organizzato all’esterno per giovani artisti, ma aperto al pubblico. Nell’ottica di una sempre maggiore partecipazione attiva alla fruizione dell’opera d’arte.
Per l’evento verra’ pubblicato un volume dei ‘Quaderni di React’ come monografia di Bruno Peinado, a cura di Chiara Guidi, De Batte Editore,

Bruno Peinado (Montpellier 1970). Oltre alle numerose esposizioni personali e collettive in Francia, in Inghilterra e in Germania, ha partecipato nel 1997 alla Biennale de Cétinjé di Montenegro. Recentemente è stato selezionato sia tra i 12 giovani artisti internazionali presenti a ‘PresentFuture’ (Artissima, Torino 2002) sia per la prestigiosa borsa di studio del PS1 di New York. Ha inoltre preso parte alla mostra inaugurale della sezione contemporanea del Palais de Tokyo (Parigi 2002) curata da Nicolas Bourriaud e Jérôme Sans. Peinado è stato invitato da Dan Cameron alla 8° bennale di Istanbul che si terrà dal 19 settembre al 16 novembre 2003.

Effetti Contemporanei’ Bruno Peinado
luogo: Chiesa del Luogo Pio,
Livorno, Piazza del Luogo Pio
date:26-7-2003/3-8-2003
orari:20-24
Informazioni. Associazione Culturale React, (web: http://www.react.it mail: info@react.it),
artemania.it (http://www.artemania.it mail: ceccanti@artemania.it),

Ferdinando Chevrier
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Ferdinando Chevrier

Vivere l’Immaginario

Bottini dell’Olio – Quartiere “La Venezia” – Livorno
23 novembre 2002 – 2 febbraio 2003

Si è inaugurata sabato 23 novembre 2002, presso i Bottini dell’Olio di Livorno, la mostra Ferdinando Chevrier: “Vivere l’Immaginario”, organizzata dal Comune di Livorno in collaborazione con la Galleria Giraldi.


Sono presentate per la prima volta a Livorno oltre 100 opere di Chevrier, scelte dal curatore Marco Giraldi fra le più significative dell’intero e lungo percorso artistico del pittore astratto. Nato a Livorno nel 1920, Chevrier è stato uno dei principali protagonisti delle vicende artistiche e culturali della città a partire dal secondo dopoguerra, e ha svolto inoltre un importante ruolo nel processo di rinnovamento dell’arte italiana. Spinto da una grande curiosità intellettuale e da un costante desiderio di sperimentare il “nuovo”, Chevrier entrò in contatto con le più avanzate ricerche artistiche nazionali e seppe sempre aggiornare il suo linguaggio. È bene ricordare in proposito la sua adesione, nel 1950, al M.A.C. (Movimento Arte Concreta), il più ampio e organizzato raggruppamento astratto italiano; o il successivo interessamento, alla fine degli anni Cinquanta, alle allora imperanti poetiche dell’“informale”.
La mostra, allestita nei suggestivi locali dei Bottini dell’Olio, è divisa in sezioni cronologiche, dedicate alle diverse stagioni della vasta e articolata produzione pittorica di Chevrier. Il percorso espositivo si apre con le primissime opere figurative di matrice neocubista risalenti ai tardi anni Quaranta; presenta poi le opere del tipico astrattismo geometrico di Chevrier, centrato sul rapporto dinamico tra figura e fondo, per passare poi ai quadri definiti “informali”, del periodo compreso fra il 1955 e i primi anni del nuovo decennio. L’esposizione prosegue con i quadri degli anni Sessanta e Settanta, e si conclude con le opere più recenti.
La mostra è accompagnata da un catalogo che contiene i testi di Alberto Veca (Figure nel dipingere) e di Mattia Patti (Dal neocubismo all’“informale”: i primi dieci anni dell’esperienza artistica di Chevrier), e una ricca antologia critica, pubblicata per volere dello stesso Chevrier.

Ferdinando Chevrier: vivere l’immaginario
Bottini dell’Olio, Livorno (quartiere La Venezia)
23 novembre 2002 – 2 febbraio 2003
Inaugurazione: sabato 23 novembre 2002, alle ore 17
Orario : tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 (chiusa il lunedì)
chiusa inoltre il 24/25 e 26 dicembre 2002 e 1° e 6 gennaio 2003
Catalogo a cura di Marco Giraldi (Tipografia Benvenuti e Cavaciocchi- Livorno)

Un giorno
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Un Giorno

Collettiva d’Arte Contemporanea

Bottini dell’Olio – Quartiere La Venezia – Livorno
12 maggio – 9 giugno 2002

Il Comune di Livorno, in collaborazione con l’Associazione Sottopasso 43 e Itinera s.c.r.l., organizza una collettiva d’arte contemporanea, dal titolo “Un Giorno”, in programma ai Bottini dell’Olio, nell’antico quartiere de La Venezia, dal 12 maggio al 9 giugno.
L’iniziativa, che intende valorizzare le generazioni più giovani e dare sostegno ai lavori che si caratterizzano per una ricerca artistica in continua evoluzione, indaga sul tema della quotidianità – da qui il titolo della collettiva “Un Giorno” – sviluppata attraverso i linguaggi propri dell’arte contemporanea (pittura, fotografia, video, istallazioni, performance…), e secondo specifici punti di vista ( sul cibo, il lavoro, il corpo, il tempo, il sonno, ecc.. ). Come una sorta di grande trittico, le opere rispecchiano le sequenze successive e cronologiche della giornata (Mattino, Pomeriggio e Sera) ma ricostruiscono anche il quotidiano di ognuno di noi.
Le tre sezioni sono curate rispettivamente da tre giovani critiche d’arte : Paola Noè, Emma Gravagnuolo e Paola Magni.
Sono trentaquattro gli artisti che espongono, oltre dieci per ogni sezione e più della metà provengono dal panorama artistico locale. L’idea di fondo è quella di garantire un confronto tra artisti provenienti da ambienti culturali diversi, per evidenziare eventuali differenze, differenti rapporti con la tradizione, con la critica, con la realtà territoriale stessa.

Titolo mostra: Un giorno
Enti promotori: Comune di Livorno- Associazione Sottopasso- Itinera s.c.r.l
Sede: Bottini dell’Olio
Periodo: 12 maggio– 9 giugno
Inaugurazione: 11 maggio – ore 18.00
Curatori: Emma Gravagnuolo, Paola Magni, Paola Noè
Ingresso: Gratuito
Orario: 17.00-19.00. Chiusa il lunedì
Catalogo: Quaderni di REACT
Edizioni Itinera

Ufficio Stampa:

Ufficio Stampa Comune di Livorno
Piazza del Municipio, 1 57100 Livorno
Tel.0586/820268-504 – fax 0586/820269
e-mail: gguidi@comune.livorno.it


Un giorno: le tre sezioni e gli artisti

Il titolo “Un Giorno” vuole essere la riconoscibilità narrativa e dimostrazione di un racconto. Il giorno è uno, dove “uno” vuole essere articolo indeterminativo che nella sua indeterminatezza è certezza di un’unità. Come un trittico, un giorno è composto e formato da tre momenti diversi: la mattina, il pomeriggio e la sera. Sequenze successive e cronologiche che costruiscono un racconto e una storia. Mattina-pomeriggio-sera come sviluppo naturale ovvero quotidiano di ognuno.

  • “Mattino”
    Paola Noè

La mattina è l’inizio, il primo momento di una sequenza di altri momenti. Ha di per sé un’idea di purezza, ingenuità, pulizia, luce e chiarezza. Per la giovane arte contemporanea, e forse non solo, non è sempre così. Quando ho iniziato a riflettere sul periodo della mattina ero consolata dalla leggerezza del chiarore dell’alba e della prima luce del giorno, dal sollievo di abbandonare il buio della notte, dall’inizio della vita. Ero consolata dalla tradizionale interpretazione metaforica del mattino come aurora e quindi nascita e infanzia. La consolazione del mattino è stata spesso dimenticata. Molti degli artisti da me invitati a partecipare a tale progetto espositivo di Livorno non sono riusciti a trattenersi dal chiedermi: “come mai la mattina?”. Non si tratta solo di una domanda di cortesia di un maggiore interesse sul tema in questione. Infatti, prima ancora del mio tentativo di risposta, continuano: “Avrei preferito la sera, o meglio la notte”. Sembra di ribadire il solito e scontato luogo comune della notte come fonte di creatività e progettualità da parte di giovani, e soprattutto giovani artisti. In effetti alcune opere in mostra rompono o interrompono la cronologia e la narratività del mattino interpretato come inizio: le candele consumate dell’installazione di Diego Bisso, i volti-maschera di donna di Nicola Vukic e le fotografie di Alessio Pancanti che mettono in scena giochi e pratiche di scambisti che nelle ore mattutine, ovvero alla luce dei sole. Tali immagini devono essere coperte per la maggior parte da grandi rettangoli neri illudendo lo spettatore di non vedere quello che non sarebbe lecito alla luce del sole. O ancora nella videoinstallazione di Damiano Fasso in cui le luci mattutine di una Berlino metropolitana sono fronteggiate dai frame di una notte metropolitana. Infine le fotografie digitali di Fabrizio Del Moro che raffigurano l’infanzia e l’adolescenza sui banchi di scuola nelle quali i volti dei ragazzi si trasformano in figure mostruose. La mattina invece rimane fortemente legata alla leggerezza dell’infanzia e dell’inizio nelle fotografie di Giorgia Madiai, nell’installazione luminosa di Francesca Bonanni, nella composizione ironica di Agata Monti e nella vasca da bagno a grandezza naturale di Giovanna Villani dove il bianco tradizionale diventa il riflesso e la sfumatura delle acque e delle ninfee di Monet a Givency. La mattina continua a essere lucidità e luminosità nelle storie fotografiche di Marina Gianobbi nelle quali le figure umane ballano sui riflessi freddi del ghiaccio e luminosi del mare. La mattina infine non può non essere il lavoro quotidiano, le sue ossessioni e i suoi meccanismi ripetitivi e sclerotizzati illustrati nei lavori fotografici di Anna Rossi con la riproposizione delle diverse scrivanie – postazioni di lavoro – di alcune sue amiche.
Gli artisti che espongono in questa sezione: artisti di Livorno (Diego Bisso,Francesca Bonanni,Giorgia Madiai, Agata Monti,Fabrizio del Moro,Alessio Pancanti,Nicola Vukic). Artisti fuori Livorno (Damiano Fasso, Marina Gianobbi, Anna Rossi,Giovanna Villani).

  • “Pomeriggio”
    Emma Gravagnuolo

Sono undici gli artisti scelti per raccontare le ore del pomeriggio (Leo
Damiani, Marina Calamai, Cinzio, Gabriele Sedda, Francesco Ripoli, Giuliano
Nannipieri,Michelangelo Consani, Massimiliano Ceccherini- che si fa
chiamare solo M.- Massimiliano Morlotti, Rita Pedullà, Koroo (Lavinia
Iacomelli e Angelo Foschini). Ore che solitamente si trascorrono in casa
(tra televisione e playstation) dove con calma e rilassatezza dal tran tran
della mattina, si beve un te con le amiche, si cucina per la sera, si fa
merenda, si sistema la casa ci si dedica a se stessi. O ancora si possono
passare al lavoro in ufficio tra una riunione e meeting aziendale. O
semplicemente passeggiando per la città, facendo shopping, visitando musei e
altri luoghi di svago, o osservando la gente intorno a noi. Il pomeriggio è
anche momento di incontro, tra amici o fidanzati, in un bar, per un
aperitivo,o in casa o a coccolarsi. Dipinti, installazioni e fotografie raccontano queste ore così speciali,tra il risveglio, la scuola e il lavoro della mattina e prima delle follie o della calma della notte.
Gli artisti che espongono in questa sezione: artisti livornesi (Massimiliano Ceccherini, Michelangelo Consani, Leo Damiani, Lavinia Iacomelli & Angelo Foschini, Giuliano Nannipieri, Francesco Ripoli, Gabriele Sedda e Cinzio) . Artisti fuori Livorno (Rita Pedullà, Marina Calamai, Massimilano Morlotti.)

  • “Sera”
    Paola Magni

La notte fu madre alla stirpe dei sogni (Esiodo). Quando cala la notte il tempo si dilata, i rumori si attutiscono, i pensieri si fanno più grandi, le ore si inseguono in una dimensione rubata al sogno, celata tra le pieghe oscure del mistero: è la notte che ci dà alla luce, è la notte che ce la riprenderà. La sezione dedicata alla notte presenterà i lavori di dieci giovani artisti, chiamati a riflettere sui diversi significati e sfaccettature del tema. La notte è riposo, è intimità ma è anche divertimento, è una dimensione nella quale si osano fare cose che di giorno sembrano proibite, è il momento del sogno, quindi della più libera e spregiudicata immaginazione ma anche della quiete, della concentrazione. La notte è un mondo che scompare ogni giorno con il sorgere dell’alba, ed è alle diverse accezioni ed interpretazioni personali di questa dimensione temporale e mentale che gli artisti dedicheranno le proprie opere: pittura, fotografia e video saranno i linguaggi protagonisti di questa avventura nel mondo dell’oscurità.
Gli artisti che espongono in questa sezione: artisti livornesi (Alessandro Bulgini, Elena Cappanera, Fabiano Di Cocco, Francesco la Francesca, Simone Palmeri, Natalia Resmini, Simona Toninelli). Artisti fuori Livorno (Andrea Malizia, Caterina Notte, Chiara Passa, Domenica Buccalo e Domiziana Giordano).

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