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Chiesa del Luogo Pio

Descrizione della Chiesa del Luogo Pio

La Chiesa dell’Assunzione di Mario e di S. Giuseppe detta del Luogo Pio, faceva parte di un unico complesso d’edifici adibiti ad istitu­to per l’aiuto ai bisognosi, situato nel quartiere di Crocetto sul loto est della piazza del Luogo Pio, di fianco alla chiesa di SanFerdinando, distrutti quasi totalmente dagli eventi bellici. La co­struzione appare in un tale stato di degradazione a causa dell’incu­ria e degli eventi bellici, da rappresentare un vero affronto per il patrimonio artistico della nostra citta’.

Il piazzale prospicente la chiesa sembra ormai adibito a deposito di rimorchi e di camion in partenza o in arrivo dal vicino porto indu­striale.

Il paramento murario di tutto l’edificio presenta sia nell’uso dei materiali sia nella tecnica costruttiva una caratteristica tipica­mente settecentesca. I materiali usati promiscuomente sono mattoni (soprattutto negli archi, archi di scarico, oltre che nei davanzali) panchina (per le murature a pieno), frammenti di arenaria e pietra serena (per le parti decorative, finestre, portali).

La facciata e’ di stile barocco, con due finestre al piano terra ed una centrale in alto che da luce alla loggia interno e che attuol­mente presenta il paramento murario a vista essendo quasi totalmen­te scomparso l’intonaco. Le finestre ai lati del portale sono ormai prive degli stipiti in pietra serena ed in quella sinistra l’archi­trave e’ spezzato.

Il portale centrale manca delle spalle mentre rimone la parte supe­riore in pietra serena in discreto stato di conservazione.

Anche oggi sopra il portale rimane la lapide in marmo bianco: “D.O.M. DEIPARAE ASSUMPTAE EIUSQUE SPONSO IOSEPHO”

Sul lato destro dell’edificio, quasi in aderenza con la facciata vera e propria si erge un camponile a vela in cotto e pietra serena, armonioso nella sua semplicita’ ed unico del genere in Livorno e che un tempo portava tre campane, attualmente e’ gravemente lesionato.

Il fianco laterale destro a cui erano addossati alcuni edifici ecclesiastici di cui si vede ancora l’attacco di un’ampia volta a crociera, appare attualmente in gravissimo stato di deterioramento. Qui e’ prevolente l’uso del mattone; tuttovia lo stato attuale del paramento non presenta lesioni di rilevanzo notevole.

Sulla parete terminale si proietta un’abside, slanciato in altezza.

Sul lato sinistro rimangono ancora parte degli edifici in aderenza alla chiesa. Su questo lato tende a prevalere la panchina e si scorgono, inserite nella muratura, quattro catene a cui servono di rinforzo assi in pietra serena. Le coperture si presentano in sta­to di assoluta rovina e pericolanti.

Possiamo osservare, pero’, che una certa “salute” dell’edificio, almeno dal punto di vista statico e’ dovuto probabilmente all’ecce­zionole “leggerezza” della chiesa in cui i vuoti, finestre, porte, finestrine, sembrano quasi superare i pieni.

A cio’ corrisponde una luminosita’ eccezionale all’interno dell’edi­ficio che e’ ad una unica navata che aveva sviluppo verticale note­volissimo ed e’ arretrata rispetto alla facciata essendo separato da un vestibolo. La copertura era a volte sottili e lunette con de­corazioni a stucco di influsso barocco; aveva tre altari ora scom­parsi ornati con stucchi e varie pitture e sull’altare maggiore vi era una bella immagine della Madonna. In quest’altare furono poste le reliquie di Alessandro Martire. Sotto il pavimento vi erano alcuni sepolcri fra i quali quelli dell’architetto del Fantasia e del benefattore Giovanni Pigliu’. Tutto cio’ si presento in uno stato di pessima conservazione dovuto in gran parte ad infiltrazioni di acqua ed alle intemperie in genere.

pianta-luogo-pio

REPETTI, Dizionario geografico fisico storico della Toscono, Firenze 1835.

SANTELLI, Annali. Codice cortoceo (manoscritto consultatoolla Biblioteca Labronico di Livorno).

VIGO, Miscellanea Lìvornese, Livorno 1869.

VIVOLI, Annali di Livorno, Tip. Sordi, Livorno 1846.

VIVOLI, Guida di Livorno, Vollecchi Editore, Firenze 1956.

VOLPI, Guida del forestiere per la citta’ e contorni di Livorno, Libreria della Speranza, Livorno 1846. .IBURNI CIVITAS”, f. 3, Livorno 1928.

GABURRI, Manoscritto sulle vite degli artisti, B. M. F., Firenze

G. PIOMBANTI, Giuda storica ed artistico dellocitta’ e dei dintorni di Livorno, p. 284, Forni Editore, Bologna 1969, Biblioteca Labronica Livorno.

“Cosimo III … provvide (il complesso del Luogo Pio) di chiesa

proprio, eretto dal Fantasia, e dedicato all’Assunzione della Madonna

e a S. Giuseppe.

Ne fu posta la prima pietra il 10 luglio 1713, e il Proposto Angelo

Fronceschi il 19 marzo 1715 la benedi’ e vi disse la prima messa.

. . . . Ha tre altari, molti ornoti di stucco, pitture non pregevoli,

e sull’altare maggiore sta’ una bella immagine dell’Immacolata.

Sotto l’altare sono le reliquie di S. Alessandro martire, tolte dal

cimitero Cirriaco di Roma donate dal capitano del Lazzoretto di S.

Rocco, Francesco Vincenti, e qui trasportate solennemente il 22 marzo

1716.

Il medesimo Granduca fondo’ in questa chiesa nel 1719 una messa perpe­tua

in onore di S. Giuseppe, che egli avevo eletto o protettore dello

Toscano, alla quale ordinava che fosse presente il civico magistrato.

Sulla sua facciata, in piazza del Luogo Pio, leggasi questa iscrizione

che i repubblicani francesi nel secolo XVIII distrussero: “PAUPERUM

TEMPLUM …” .

Ora vi sono tali parole : “D.O.M. ‑ Deiporoe Assumptae ejusque sponso

Josepho”.

Prima che ci venissero le suore era detto la chiesa delle Monachine.

Fra gli altri c’e’ sepolto Giovanni Morio del Fantasia direttore delle

Regie Fabbriche e architetto civile e militore di Livorno.

“Gran Fantasia ‑ dice il Sontelli ‑ finche’ egli visse la nostra citta’

sembro’ un gioiello”.

Vi e’ pure sepolto l’altro benefattore Giovanni Pigliu’.

Eraci anco il sepolcro delle povere fanciulle, aperto nel 1716.”