REACT

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Accanto

L’Associazione REACT e la Galleria Chiellini presentano:

ACCANTO

Sabato 12 novembre 2011 alle ore 18.30
Galleria Chiellini Via Cesare Battisti n.52, Livorno

Quest’anno, seguendo l’intento di accompagnare la prossima apertura di uno spazio importante per l’arte contemporanea nella nostra città, presso la Galleria Chiellini di Livorno si potranno vedere due importanti lavori di Erica Sagona e di Sandro Bottari. Si tratta di opere che verranno donate dagli artisti all’associazione REACT per realizzare  una collezione che potrebbe costituire un nucleo volto ad integrare quella, di grande valore, ma ferma al 1975, del Comune di Livorno, che fu del museo progressivo di arte contemporanea.
La procedura, come detto ormai in corso, per riaprire uno spazio per l’arte contemporanea nell’ambito della ristrutturazione e riedificazione del Polo del Luogo Pio, spinge a recuperare il concetto di “museo progressivo”,  attraverso la raccolta di opere e documentazioni di artisti che operano oggi a Livorno, confrontandosi con la contemporaneità.
Le opere in questione saranno esposte da Chiellini accanto a pitture della nostra tradizione post macchiaiola, che costituisce la  ragion d’essere di quella galleria.
Non in confronto o in contrasto o in dialogo, ma semplicemente accanto; come si è accanto di banco a scuola o nello scompartimento di un treno. Stare accanto non è poco: come minimo, significa accettare un vicino, pure se provvisorio. Livorno ha una grande necessità di rilanciarsi culturalmente e per far questo occorre un percorso comune. Appunto: tra soggetti che, almeno, sanno stare l’uno accanto all’altro.

ACCANTO: Avvicinare tradizione e contemporaneità. L’idea sarebbe semplice, quasi elementare. Non lo è se si ha consapevolezza del tessuto artistico-culturale livornese, dove una forte cesura divide da tempo quel che è stato il passato, caratterizzato da una scuola macchiaiola che ancora oggi identifica fortemente l’arte labronica, e lo sforzo di alcuni artisti contemporanei di adottare un linguaggio privo di confini fisici e temporali, al passo con i tempi. Alla luce di questo contesto, la mostra che l’associazione REACT ha pensato di organizzare da Chiellini, galleria che da anni tratta soprattutto artisti di fine ‘800 e inizio ‘900, si trasforma in un’operazione simbolica, di stampo concettuale. Il visitatore riconosce e ritrova immediatamente le atmosfere che quotidianamente caratterizzano la galleria: restano esposti, come sempre, i dipinti di Renato Natali, con i cieli scuri e le nuvole dense, gli interni caldi di Cafiero Filippelli, le campagne di Carlo Domenici, le marine di Gino Romiti e le visioni sognate di Benvenuto Benvenuti…Il compito di interrompere la consuetudine é affidato ai lavori di due artisti livornesi – Sandro Bottari ed Erica Sagona – che da Chiellini portano in scena due opere lontanissime dal linguaggio della tradizione. Bottari espone un lavoro realizzato su forex bianco, su cui trovano spazio gli elementi simbolici del suo percorso artistico ed esistenziale. Un inserto scuro riporta immediatamente alla mente il capolavoro Quadrato Nero di Kazimir Malevic  ma, al suo interno, l’artista lascia librare, come sospesi nell’aria, un limone, un pomodoro e una bottiglia di latte qualità Blu, della Parmalat: un modo ironico per mettere in scena i colori primari alla base del “far pittura”. In basso, infine, elenca parole che, nel loro concatenarsi in un leitmotiv ossessivo, assumono quasi l’aspetto di un codice, di una formula segreta da ripetere senza fine per trovare nell’astrazione l’essenza delle cose. Una ricerca intima e fortemente introspettiva che, pur nella diversità di linguaggio, ritroviamo nel lavoro di Erica Sagona, costituito da un panno privo di telaio appeso alla parete e lasciato cadere morbido come un velario. Per mezzo di pennellate brevi e ordinate, l’una simile all’altra, Sagona ha coperto di pittura bianca la superficie della stoffa, lasciando intravedere la base scura del supporto solo ai lati, come a creare una cornice ideale su cui ha appuntato i giorni e gli orari durante i quali si è messa al lavoro, come in una sorta di diario pittorico. Si tratta di un’opera in cui resta la poeticità della materia ma la figurazione scompare del tutto per dar spazio allo scavo interiore e allo scorrere lento del tempo, scandito dall’iterarsi ritmico delle pennellate. Lavori, insomma, diversissimi tra loro ma che, nel loro stare accanto, non perdono la propria ragione d’essere. Non si pongono, infatti, in dialogo o in contrasto: queste opere che immortalano un momento particolare del passato e della contemporaneità stanno semplicemente ACCANTO. Una condizione che non implica la condivisione di ideali ma che pone le basi per la presa di coscienza dell’esistenza dell’altro. E a Livorno, città in cui la fervida creatività si scontra a volte con un certo individualismo culturale, stare accanto non è cosa da poco.

Alice Barontini

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